Frammento de "Poetando, poetando, poetando "


INDICE :

1)- STILLE DELL’ANIMA
2)- VISIONE D’AURORA
3)- UN’ALBA
4)- ALLUSCESCIT
5)- FAVIGNANA
6)- BEATA SOLITUDO
7)- UN TRAMONTO
8)- I BACI CHE NON TI HO DATO







1)- STILLE DELL’ANIMA



Non disprezzar le rime mie:
dal cuore mi sgorgarono copiose.
Stille dell’anima mia
trasformate dalla penna in versi.
Insieme di parole
vogliono raccontare
memorie dolci
esperienze amare.
Gocce spremute dalla mente
alla coscienza e ai sentimenti
che in me gelosamente son riposti.
Leggile con amore
sentirai l’armonia del mio pensare.



2)- VISIONE D’AURORA

E mentre il sol
pigramente
dal talamo eterno
si levava
io
solitario
osservavo
la magica aurora
ingentilir la terra.
Fu allora
che fra il tripudio
di luci appena nate
la vidi
nuda
bellissima
danzar
tra le rade nubi
che ornavan
l’universo stupito.
Attorno a me
nessuno viveva.
La fanciulla invitante
mi venne incontro.
Facendomi sprone chiesi:
Chi tu sei?
Qual’è il tuo felice nome?
Lei si fermò
tra cielo e terra
e sorridendo
rispose:
Libertà.


3)- UN’ALBA

E’ un’alba invernale.
Percorro la strada
deserta
che ascolta
il rumore dei passi.
Una pioggia leggera
mi bagna i capelli.
Lacrime brillanti
solcano le mie spalle.
Nel cielo
lampi lontani
rischiarano
le pietre crepate
i consunti selciati
le imposte serrate
le porte sbarrate.
Avanzo
nella solitudine umida
tra sudice pozzanghere.
Intorno
nessuno si muove
respira.
Ascolto
i battiti
del cuore.
Avverto
un alito di vita.


4)- ALLUSCESCIT

Il vento d’aprile accarezzava
le chiome delle acacie.
Le corolle si schiudevano
spandendo il profumo.
Avvolto nel silenzio
osservavo le nuvole
galleggiare nel cielo.
La mente libera andava
per i sentieri dei ricordi.
Dal profondo recesso del tempo
sorgesti.
Sorridendo venisti a me.
M’alzai.
Mi tendesti la mano.
La strinsi.
Vagammo nel nulla.





5)- FAVIGNANA


Un grosso sasso sul mare.
Assenza di alberi.
Case sbriciolate
come mollica di pane raffermo.
Sulla cima del monte più alto
un ergastolo
intriso di dolore e disperazione:
in quel luogo
è stata bandita anche la speranza.
Cielo plumbeo
nubi nere e basse
solcate da un gabbiano zoppo.
Nel cuore
una tristezza indicibile
come una lunga notte senza fine.


6)- BEATA SOLITUDO

Beata solitudo
che ti nascondi
in borghi abbandonati
in chiese sconsacrate
in luoghi impervi.
Schiva t’aggiri
nei boschi
nelle valli
nei cieli
navighi sulle onde
degli oceani.
Chi ti ama
ti cerca
ti invoca
ti desidera.
Solitudine
silenzio
quiete
serenità
assenza.
Tu
mi consenti scavar nell’anima
frugare nei pensieri.
Con te
sono leale
sono nudo
sono io.


7)- UN TRAMONTO


Un breve pomeriggio
quasi senza tempo
si consuma.
Giunge un buio delicato
ornato dai rossi lontani
incendi solari.
Avanzano le tenebre
mentre l’aria si raffredda
e trasmette al mio corpo un breve brivido.
Ecco accendersi all’unisono
le mille luci della grande città
ad illuminare il rientro di chi ha lavorato
l’uscita gioiosa dei giovani in amore
l’esodo felpato degli amanti.
Un altro giorno è passato
consumato
per alcuni bruciato
per altri goduto
per tanti vissuto.
E’ l’eterno orologio del tempo
che ruba le ore
impunito
impudico
arrogante e crudele.


8)- I BACI CHE NON TI HO DATO


Una lettera con poche parole
mi giunge inaspettata.
Una voce inconfondibile
percorre i fili del telefono.
Il lampo che squarcia
il velo steso dall’oblio
mi riporta alla mente
il volto di un angelo.

Il tempo si annulla:
rivivo e rivedo tutto !

Una coltre di rimpianto
per non aver colto un fiore
profumato di giovinezza
mi copre impietosa.

Riconosco la mia colpa
solo attenuata dagli anni
per i baci che non ti ho dato.

Perdonami.