Frammento de "Il ferentinate Gregorio de Montelongo"

…..” Durante il tempo nel quale abbiamo realizzato questo nostro modesto lavoro, sovente abbiamo immaginato Dominus Gregorius nei brevi momenti di riposo che gli consentiva la sua frenetica attività.
Ci siamo interrogati sui suoi pensieri e sulle sue nostalgie per la patria lontana; e poiché non ci è stato possibile trovare la risposta tra le carte degli archivi o tra le righe dei testi consultati, abbiamo domandato alla nostra fantasia.
Questa ci è venuta in aiuto facendoci vedere con gli occhi dell’immaginazione il Patriarca di Aquileia nel porticato del suo prestigioso palazzo mentre guardava verso le terre del meridione.
Lo abbiamo visto in piedi, col volto austero scavato dalle rughe dell’età e della saggezza; abbiamo seguito i suoi pensieri che, dopo aver attraversato in un magico volo la pianura padana e valicato gli Appennini rimbalzando sulle cime dei monti, sono giunti alla nostra Ferentino in terra di Ciociaria, in quel palazzo turrito ai piedi della maestosa acropoli.
Quei pensieri risaliti dal profondo dell’animo del Condottiero-Metropolita abituato alle grandi tensioni, come rondini di primavera si sono posati in quel sito che lo vide fanciullo, adolescente, giovane.
Attraverso quel volo fantastico Dominus Gregorius ha rivisitato luoghi cari, ha rivisto volti amici e si è librato nel cielo della grande valle verde.
Noi vogliamo accomiatarci dal nostro concittadino GREGORIO lasciandolo avvolto da sereni pensieri; mentre una minuscola lacrima, calda e pudica, lentamente, con delicatezza, percorre il suo viso.” ….