Scheda del Libro

L'oro dei Sermoneta

Correva l'anno 1987, il mese di ottobre. In uno splendido mattino, l'autore attraversava il Ghetto ebraico di Roma, per raggiungere la vicina piazza Mancini. Si soffermò dinanzi alla vetrina di un orologiaio e vide l'anziano artigiano con il monoloco all'occhio mentre sondava le viscere di un orologio con un piccolissimo giravite. Ricordò il suo antico “Roskoff” che giaceva da anni nel cassetto della sua scrivania, entrò nel minuscolo laboratorio e ne parlò all'orologiaio che gli rispose: “ Più sono vecchi e più è bello ridargli la vita,... io sono Isacco Sermoneta, giudio, e da generazioni la mia famiglia fa questo mestiere”.
Il giorno dopo, come convenuto, l'orologiaio guardò la vecchia “cipolla” con concupiscenza, l'aprì con un temperino ed esclamò: “Bellissima macchina, mal ridotta...ripassi tra un mese e la troverà come nuova.”
L'autore tornò da Isacco altre volte dopo aver ripreso l'orologio riparato per vederlo lavorare, e lui gli raccontò molte storie di suoi correligionari romani perseguitati nei tristi tempi dell'occupazione nazista di Roma.
Dall'insieme di quelle, è nata questa storia che trova la sua conclusione tra le mura di Ferentino.

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