Scheda del Libro

Poetando, poetando, poetando

La poesia è un dono divino che consente all'uomo di fissare con la scrittura i pensieri, le emozioni e i ricordi.
La poesia è la ricchezza, la nobiltà e i limiti della mia condizione umana.
La poesia è il mio pensiero espresso in piena libertà, sono le nostalgie e i sogni nei quali vago mentre la vicenda umana riafferma la sua caducità.
Nella poesia io manifesto i dubbi e le certezze, esalto i desideri, denuncio i tanti vizi e le mie poche virtù.
Grazie alla poesia i vizi e le miserie umane che ogni giorno sono costretto a vedere e a subire mi riescono sopportabili.
Per me la poesia è verità, è umiltà e grandezza, che riesce ad elevarmi sulla mediocrità che tanti miei simili ostentano come blasone.
Per esprimere la mia poesia mi sono avvalso della lingua italiana che ho imparato a scuola, del dialetto romano che ho imparato ai semafori di Roma e nella madrelingua ferentinese con la quale ho pronunciato le prime parole e che ancora è abbarbicata all'anima mia.
La forma grafica delle mie poesie è basata su un baricentro dal quale si dipartono le parole come i rami di un albero: l'albero della vita.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno ignorato, criticato e, forse, non visti, deriso; tutti quelli che potevano tendermi una mano e non lo hanno fatto; tutti quelli che potevano dirmi una parola d'incoraggiamento e lo hanno evitato.
A costoro va la mia gratitudine perché la loro indifferenza, la loro sufficienza e il loro silenzio mi hanno fatto sentire cigno in uno stagno di brutti anatroccoli.

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